Confesso: quando ho ricevuto la notizia, la mia prima reazione è stata quella di controllare se non si trattasse di uno scherzo ben riuscito.
L’Almanacco della Scienza del CNR ha dedicato uno spazio a me e al mio lavoro.
Sì, proprio il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Quelli che, solitamente, si occupano di questioni di una certa gravità, come il funzionamento del cosmo o la materia oscura, si sono presi un momento per guardare il mio piccolo mondo di inchiostro e colori.
Non è una cosa da poco. Anzi, a dirla tutta, è un traguardo che mi fa ancora sorridere di incredulità.
Il mio percorso artistico, prima tra le tele e i pennelli, poi tra le pagine dei libri per ragazzi ,è stato spesso un esercizio di testardaggine.
Ho sempre rifiutato le etichette, preferendo la libertà di muovermi tra un linguaggio e l’altro, con l’unico obiettivo di vedere quella scintilla di meraviglia negli occhi di un bambino.
Vedere questo impegno riconosciuto da un’istituzione così autorevole mi riempie di un orgoglio strano, quasi buffo: è la prova che anche chi "gioca" con le illustrazioni può avere una dignità scientifica e intellettuale.
Ricevere una recensione dal CNR è un po' come sentirsi dire dalla maestra severa di quando eravamo piccoli che "il tema è andato bene".
Ti raddrizza la schiena, ti scalda il cuore e ti ricorda che, in fondo, tutto il lavoro di cesello, la burocrazia gestita da Marco (a cui devo gran parte della mia serenità organizzativa) e le notti passate a disegnare hanno un senso profondo.
Ora, se mi vedete un po' più altezzosa del solito, perdonatemi: è solo l’effetto collaterale di aver fatto capolino tra le pagine della scienza ufficiale.
Ma non temete, domani torno subito al mio tavolo da disegno.
Dopotutto, ho ancora un sacco di storie da inventare.
A presto
Haider


