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Haider Bucar

©haiderbucar 2026

Dipingo con gli stessi strumenti con cui gli artisti raccontano il mondo da secoli.

2026-08-09 08:00

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Cavalli-famosi-haider-bucar-jpg

Non dipingo con strumenti antichi. Dipingo con gli stessi strumenti con cui gli artisti raccontano il mondo da secoli.

Il mio laboratorio ha un piccolo difetto: sembra rimasto indietro di qualche secolo

 

Ogni tanto qualcuno entra nel mio studio, guarda i pennelli, le matite consumate, i fogli, le tele, i colori e poi mi rivolge sempre la stessa domanda: "Ma lavori davvero ancora così?"

 

Ogni volta mi viene da sorridere, perché in effetti il mio laboratorio ha un piccolo difetto. Sembra essersi fermato in un'altra epoca.

Viviamo in un tempo in cui tutto deve essere veloce. Esistono strumenti capaci di fare quasi ogni cosa, programmi che promettono di semplificare il lavoro, scorciatoie che permettono di arrivare prima. 

Io, invece, continuo a perdere tempo scegliendo una matita. 

E non una qualunque, ma proprio quella con la durezza giusta per ottenere il tratto che ho in mente. 

Continuo a prendere in mano un pennello, a sentirne il peso, a scegliere il colore, ad aspettare che asciughi prima di appoggiare la pennellata successiva.

Forse qualcuno penserà che sia un modo antico di fare arte. Io, invece, credo semplicemente che sia il mio modo di amare quello che faccio.

Non ho mai vissuto gli strumenti tradizionali come un limite. 

Al contrario, li considero dei compagni di viaggio. 

Una matita racconta il tempo che ha trascorso tra le mani di chi disegna, un pennello conserva il ricordo di ogni colore che ha sfiorato, un foglio bianco ha qualcosa di solenne che nessuno schermo riuscirà mai a trasmettermi. 

È un rito che si ripete ogni volta e che, dopo tanti anni, continua ad emozionarmi esattamente come il primo giorno.

Per realizzare le oltre cento illustrazioni di Cavalli Famosi non mi sono mai chiesta quanto tempo ci sarebbe voluto. 

Non mi interessava. 

L'arte, almeno per come la vivo io, non ha mai avuto un cronometro. 

Ogni cavallo aveva bisogno del proprio tempo, di una ricerca, di un disegno, di una pennellata dopo l'altra, fino a quando smetteva di essere soltanto un'illustrazione e iniziava, in qualche modo, a raccontare una storia.

C'è però una piccola eccezione.

Tra tutte le tavole che troverete nel libro ce n'è una che non ho dipinto durante questi lunghi mesi di lavoro. 

Era già pronta. 

L'avevo realizzata anni fa e, sinceramente, non avrei mai immaginato che un giorno avrebbe trovato posto proprio in Cavalli Famosi

È rimasta nel mio archivio, in silenzio, aspettando il momento giusto, come se sapesse già che il suo viaggio non era ancora finito.

Non vi dirò quale sia.

Chi mi segue da tempo forse riuscirà a riconoscerla. 

Chi, invece, ha iniziato a conoscermi da poco avrà una piccola curiosità da portarsi dietro fino all'uscita del libro.

In fondo è anche questo il bello dell'arte. 

Ci sono opere che nascono in poche ore e altre che aspettano anni prima di trovare il posto a cui erano destinate. 

Io ho semplicemente imparato ad avere pazienza e a lasciare che siano loro, qualche volta, a scegliere il momento giusto.

 

A presto

 

Haider