Vivo di arte da sempre.
Non per romanticismo, ma perché è il mio modo di stare al mondo, disegnare, scrivere e creare storie è ciò che mi tiene in equilibrio.
Chi ha in mano il risultato finale, un libro colorato, una storia che scorre, raramente immagina il lavoro che c'è dietro: le porte chiuse, i mesi di attesa, le revisioni infinite, le telefonate e la cura per ogni dettaglio.
Il libro in uscita ne è l'esempio chiaro.
Ci abbiamo lavorato in quattro per mesi, ognuno con il proprio ruolo, sapendo che il tempo investito non sarà mai ripagato del tutto.
Lo abbiamo fatto lo stesso.
Un libro per bambini non è un prodotto qualunque: è un ponte e una responsabilità verso il piccolo lettore e i genitori che si fidano di noi.
Le illustrazioni sono state riviste, le parole soppesate, i passaggi discussi fino a trovare la forma giusta.
Le telefonate, i viaggi, le prove: tutto serve a garantire che ciò che arriva in mano a un bambino sia adatto, bello, sicuro.
Fare libri per l'infanzia è un atto culturale che forma emozioni e sensibilità.
Non si può improvvisare.
Per questo guardo con perplessità certe dinamiche dell'autopubblicazione.
Non per paura della concorrenza, ma perché gira intorno a ciò che rende un libro tale: la filiera, il confronto editoriale, la revisione.
Vedere piattaforme piene di opere senza editor, illustratori professionisti e grafici, crea un rumore di fondo che resta online per anni, sporca le categorie e rende difficile distinguere il lavoro professionale da quello amatoriale.
Inoltre l’atteggiamento di una certa autopubblicazione è quello di ignorare quanto lavoro richieda un libro fatto bene.
A volte emerge l’idea che la cura sia un dettaglio, che sia sufficiente promuovere qualcosa online perché il pubblico lo accolga senza domande.
E quando questo fenomeno ottiene attenzione mediatica (mentre chi lavora seriamente deve lottare per ogni centimetro di spazio) resta l'amaro in bocca.
Vado avanti comunque.
Continuo perché è ciò che so fare e perché credo nel valore del lavoro condiviso.
Quando un bambino si riconosce in una storia o un genitore ringrazia, la fatica trova un senso.
Fare libri per bambini è lento e impegnativo, ma è anche una delle forme di fiducia più alte che si possano ricevere.
E merita solo una cosa: il rispetto.
A presto
Haider
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